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La storia di Baby

Sono sulla spiaggia… Baby sta correndo dietro al pallone e grida: “mamma goal”!
Ma sto sognando? noooo ha un acuto che sveglierebbe pure un ghiro in letargo! Si avvicina il suo amico Mattia
di 6 anni e mi chiede : “signora perché tutti adorano Baby? “Baby è la mascotte della spiaggia, saluta e bacia
tutti, ha un sorriso che ti conquista il cuore! faccio fatica a credere che quel bimbino sofferente, intubato che
ho potuto abbracciare solo dopo 20 giorni dalla nascita sia diventato un giovanotto! voglio raccontare questa
storia perché tutte le mamme possano capire quanto è importante trasmettere a questi bambini la forza per
sopravvivere!
Non scorderò mai quel giovedì 17luglio. Doveva essere un controllo di routine del settimo mese con tanto di
foto e cd… Ma il viso del mio ginecologo non lasciava presagire niente di buono. Dopo un primo momento di
smarrimento e angoscia, è subentrato il terrore! “Ernia diaframmatica” ma cos’era? vado su internet e mi
si apre la porta dell’inferno! per fortuna poi trovo questo sito e un nome… Letizia sarà l’altra porta… quella
della speranza e del coraggio! Senza indugiare la chiamo e quella voce da subito amica, è stata una guida nel
viaggio più tormentato della mia vita. A volte penso che senza di lei, non ce l’avrei fatta a diventare una
supermamma! Credo che tutti i bimbi che hanno lottato per VIVERE siano dei veri SUPEREROI e grazie a loro
noi siamo diventati supermamme e superpapà!
Non è facile mettere da parte la paura e il dolore, ma non si può fare diversamente se si vuole trasmettere ai
nostri figli questa forza!
Per Baby abbiamo scomodato tutti i Santi del Paradiso, in particolare San Domenico Savio… e credetemi, ci hanno
ascoltato e guidato! Ho pianto così tanto che ad un certo punto non avevo più lacrime… poi il chirurgo di Bologna,
prof.Mario Lima e la prof.ssa Baroncini mi hanno detto che mio figlio aveva bisogno di me, se io “mollavo” avrebbe
mollato anche lui… Queste parole mi sono entrate dentro e ne ho fatto tesoro… Ho iniziato a parlare con lui,
accarezzavo la pancia e gli facevo ascoltare la canzone di Jovanotti “A te”…alzando il volume quando diceva:
“A te che io
Ti ho visto piangere nella mia mano
Fragile che potevo ucciderti
Stringendoti un po’
E poi ti ho visto
Con la forza di un aeroplano
Prendere in mano la tua vita
E trascinarla in salvo “
…con lui dicevo pure il Rosario e abbiamo inciso un cd per quando sarebbe stato da solo in rianimazione con favole
preghiere e canzoncine cantate da me il papà e la sorellina Veronica. Sono stati giorni terribili…lunghi…ma non
potevo permettermi di cedere… nemmeno per un istante… questo maschietto era il sogno della mia vita, lo
desideravo con tutto il cuore!Quando è nato non lo ho potuto nemmeno abbracciare… poteva essere la prima e
l’ultima volta che lo vedevo… sono tornata in camera con un’enorme senso di vuoto e tristezza. Le infermiere
erano incredule quando ho chiesto loro il tiralatte. Stavo male, secondo cesareo, ero tutta dolorante… ma dovevo
farlo per il mio ometto! In molti hanno cercato di convincermi che non avrei dovuto farlo perché il bimbo semmai
fosse sopravvissuto, dopo tutti quei giorni intubato, non avrebbe avuto la forza per succhiare il latte dal seno
materno. Ho iniziato a urlare che volevo il tiralatte e impostando sul cellulare una sveglia ogni 4 ore ho iniziato a
riempire un’infinità di biberon. Quando dovevo alzarmi la notte era dura ma io facevo finta di avere Baby tra le
braccia e girandomi verso l’ospedale, telepaticamente parlavo con lui e lo incoraggiavo.. No, non stavo impazzendo,
ero guidata da una forza sovrumana!
Ci sono stati giorni in cui sembrava che non ce la facesse … poi un giorno un infermiere della rianimazione ci ha
detto :”ragazzi, questo bimbo ha una forza da paura! ce la sta mettendo tutta! Non vuole mollare!” Da lì ho capito
che il mio supereroe aveva compreso il messaggio della sua mamma …bravo Baby!!!!
E pensate, quando dopo un mese finalmente me l’hanno fatto attaccare al seno… non si è staccato più! Ancora
adesso, dopo 2 anni prende la “titta” e ne va matto! Ha saputo ripagare ogni sacrificio fatto… ogni sorriso, ogni
progresso che fa ogni giorno lo viviamo come un meraviglioso dono di Dio…
Siamo stati fortunati e quando mi dicono:”perché è successo proprio a te ?”
Sapete che rispondo? “perché doveva accadere ad un’altra mamma? Se Dio ci ha dato questa prova è perché
sapeva che io e mio marito potevamo affrontarla… e sicuramente per questi bimbi speciali avrà un progetto…”
Mio marito non ci ha lasciato nemmeno per un istante, è stato un compagno e un papà meraviglioso. A lui e la
fantastica Leti va tutta la mia gratidudine… senza di loro non avrei capito che la forza di volontà e l’amore
possono fare miracoli!
Mi ci sono voluti due anni per scrivere la storia di Baby ma adesso credo di essere pronta per consigliare e
stare vicina ad un’altra supermamma… Un grazie speciale va anche a Gianluca Venanzi, un superpapà che ci ha
dato un valido supporto quando eravamo in difficoltà e che ha sempre la parola giusta, al momento giusto!

Annalisa

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