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L’uragano Diana

13 settembre 2023. Terzo test di gravidanza positivo, ma nessuna delle precedenti era andata avanti. La mia ginecologa mi fece fare controlli ravvicinati, proprio per accertarsi che questa gravidanza proseguisse, ma anche perché sono una donna affetta da diabete tipo 1 da quasi 30 anni.
Il 4 dicembre siamo andati ad eseguire una visita premorfologica, proprio per la mia patologia, e li scoprimmo che la nostra piccola meraviglia (perchè sapevamo dal DNA fetale che sarebbe stata una bambina) aveva qualcosa che non andava. La dottoressa che ci ha visitati (Valentina D’Ambrosio) lavora anche al Policlinico Umberto I di Roma, perciò mi fissò una seconda visita lì. Parlammo con lei, con la dottoressa Giancotti e col dottor Di Mascio, e tutti loro confermarono l’ernia diaframmatica sx di Diana (era proprio il nome che ci piaceva da moltissimo tempo). Mi fecero fare un colloquio con il professor Cozzi, chirurgo neonatale per analizzare tutte le possibilità che avevamo per aiutare la piccolina ad arrivare a fine gravidanza nel migliore dei modi.
Mi riempii di liquidi verso la 35a settimana, a causa del diabete, e cosi mi ricoverarono, fino al 30 aprile, dove i flussi continuavano a non essere buoni e decisero perciò di eseguire un parto cesareo in mattinata. Diana nacque alle ore 13.08 e la portarono subito via, per essere intubata. Sono potuta andarla a trovare solo il giorno dopo, anche se piena di tubicini e tremante, era la bambina più bella che avessi mai visto.
Ci misero subito al corrente che le possibilità di sopravvivenza di Diana erano basse, si aggiravano intorno al 30%, ma noi eravamo pronti ad affrontare qualsiasi cosa. Il 2 maggio fu operata proprio dal dottor Cozzi, dalla dottoressa Ceccanti e dalla loro equipe. Potevamo andarla a trovare davvero poco in TIP, un’ora al giorno, ma le parlavamo, le cantavano canzoni.
Dopo un peggioramento del 15 maggio, Diana continua a lottare e giorno dopo giorno i suoi valori si stabilizzarono, fino ad arrivare al giorno in cui la estubarono definitivamente. Siamo rimaste ricoverate 4 giorni in reparto e, finalmente, il 14 luglio siamo rientrati a casa con la nostra micro guerriera.
Abbiamo passato momenti di paura, sconforto e stanchezza, ma rifarei tutto dall’inizio alla fine. Oggi Diana ha 2 anni compiuti da poco, bronchiti ricorrenti, ma è sempre più un vulcano in piena.
Grazie infinite per tutto ciò che fate, per noi conta molto.  Spero di incontrarvi a qualche raduno, vi leggiamo sempre.
Mamma Vanessa
Papà Gianluca
E l’uragano Diana
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