Cos'è l'ernia diaframmatica congenita
un primo approccio
Congenito
significa “nato con”.
Ernia
è il termine per indicare il passaggio di visceri attraverso un orifizio
preformato.
Il
diaframma
è il muscolo che divide la cavità toracica da quella addominale. Nelle prime
settimane di gravidanza esiste una comunicazione fisiologica tra addome e
torace. Generalmente questa comunicazione si chiude entro il 3° mese di
gestazione. Nel caso del vostro bambino questo non è avvenuto, per cui parte del
contenuto addominale è risalito o sta risalendo nella cavità toracica attraverso
un’apertura che può essere localizzata a sinistra (più frequente), a
destra o interessare entrambi i lati. Visto che i visceri addominali
si trovano nella cavità toracica lo spazio per lo sviluppo dei polmoni
risulta ridotto. Gli organi
addominali possono comprimere non solo il polmone dalla parte dell’ernia ma
anche quello controlaterale impedendone cosi il completo sviluppo.
Tale
patologia non è quasi mai ereditaria e fino ad oggi i fattori responsabili
della sua formazione non si conoscono.
L’incidenza
dell’ernia diaframmatica è di circa 1 bambino nato ogni 2500.
tratto da: "embriologia umana ed anomalie congenite" Netter
Fintanto
che il feto è nella pancia della mamma, non risente di tale situazione visto che
è la madre ad assicurargli il nutrimento e l’ossigenazione.
Alla
nascita, il vostro bambino, a causa del non completo sviluppo polmonare, potrà
presentere importanti difficoltà respiratorie che richiederanno
un’assistenza ventilatoria meccanica
(intubazione) già in sala parto. Il bambino verrà quindi intubato e curarizzato
(non sempre)
appena nato.
Le
prime 24-48 ore di vita sono importanti per capire il grado di sviluppo
polmonare raggiunto da vostro figlio nel corso dello sviluppo fetale. I polmoni
sono essenziali alla vita perchè garantiscono lo scambio gassoso, ossia
introducono l’ossigeno ed eliminano l’anidride
carbonica.
Anche
se i medici possono dare a vostro figlio tanto ossigeno, se lui non riesce ad
introdurlo a causa del suo scarso sviluppo polmonare non è possibile
mantenerlo in vita.
Se
invece i suoi polmoni, anche se piccoli, riescono a garantire un minimo
scambio, è possibile sperare di farlo guarire. L’apertura del diaframma
(ernia) viene corretta quando il bambino è stabile da un punto di vista
cardio-respiratorio. Questo può avvenire superate le 24 ore di vita, se vostro
figlio riesce ad assimilare in modo stabile, una quantità di ossigeno
sufficiente alla sopravvivenza o dopo alcuni giorni dal parto.
L’intervento
è quasi sempre risolutivo. Nel caso in cui per chiudere il difetto del
diaframma si è dovuto fare uso di materiali sintetici (placca o patch
diaframmatico) il bambino potrebbe aver bisogno di un’altro intervento.
Dopo
l’operazione il bambino rimarrà intubato finche i suoi polmoni non gli
consentiranno di respirare da solo. I medici si accorgono di questo, osservando come
il bambino risponde alla graduale riduzione dell’apporto di ossigeno. Si
procede quindi per tentativi finchè il bambino non riesce a respirare da solo in modo
stabile. Preparatevi quindi ad alti e bassi continui in questi primi giorni, è
come se il bambino si stesse allenando e a tratti improvvisamente si sentisse
stanco, e chiedesse un sostegno esterno per respirare.
Una
volta che il bambino riesce finalmente a
respirare da solo incomincerà ad alimentarsi e giorno dopo giorno vi
preparerete lentamente ad andare a casa. All’inizio vostro figlio sarà
talmente stanco che non riuscirà a mangiare tutto per bocca, ma anche in questo
caso si tratta di concedergli un po’ di riposo e di dargli tutto il tempo di
cui ha bisogno per allenarsi.
E’
importante che la mamma cominci da subito a tirarsi il latte per poter poi
allattare il bambino.
E’
possibile in alcuni casi, quando i polmoni sono piccoli, che il bambino non
riesca a raggiungere una stabilità
emogas-analitica. In questi casi possiamo solo tentare di mettere in atto tutte
le tecniche di ventilazione meccanica a nostra disposizione ma non è detto
che il bambino risponda.
Dalle
esperienze di molti centri sappiamo che tutti i bambini operati di ernia diaframmatica,
NON hanno
presentato, anche a distanza di anni, problemi di funzionalità respiratoria,
poiché il polmone continua la sua
crescita nel corso dello sviluppo fino
a raggiungere le dimensioni adeguate ad una vita normale.
La
variabilità sta nei tempi di ripresa del bambino. Ogni bambino infatti ai suoi
tempi ed i suoi ritmi e noi dobbiamo solo imparare a riconoscerli.
Sia
prima che dopo l’intervento, è estremamente importante per vostro figlio la
vostra presenza. Le prime ore di vita sono in assoluto le più difficili sia per
voi che per vostro figlio. C’è angoscia, preoccupazione, speranza, i medici
cercano di fare del loro meglio per aiutare vostro figlio. Sono
momenti delicati e difficili
per tutti. Se il papà se la sente potrà stare accanto al bambino e fargli
sentire la sua presenza. Indubbiamente l’ambiente, i suoni, gli strumenti i
monitor a cui è collegato il bambino costituiscono una barriera al contatto, ma
potete parlargli e carezzarlo, lui anche se sedato vi sentirà.
Il
vostro ruolo di genitori è fondamentale, il medico infatti si occupa
principalmente dell’aspetto fisico
della cura, l’amore, l’attenzione, il contatto siete voi a poterlo garantire
a vostro figlio.